Pubblicato il verbale dell' ultimo direttivo regionale (24 gennaio).
Le firme ci sono e sono ben più di quelle necessarie: quasi due milioni.
La Corte di Cassazione ha ammesso i tre referendum promossi, nel maggio scorso, dall’Italia dei Valori. Grazie ai primi due quesiti, di qui a pochi mesi i cittadini potranno decidere su due nodi che riguardano direttamente la loro vita: il ritorno al nucleare e la privatizzazione dell’acqua.
Inoltre, se la Corte Costituzionale, in gennaio, giudicherà costituzionale la legge sul legittimo impedimento che Berlusconi ha fatto varare solo per mettersi al riparo dai processi e dalle sentenze che lo aspettano, saranno gli stessi cittadini ad avere finalmente l’ultima parola su una legge che tutela un uomo solo, Silvio Berlusconi, ma che tira in ballo la dignità dell’intero Paese e dalla cui cancellazione dipende la sopravvivenza di un principio fondamentale della civiltà, ovvero l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Il ritorno al nucleare sarebbe una iattura non compensata da nessun elemento positivo. Non è affatto vero che il nucleare sia ormai sicuro e che Chenobyl appartenga alla preistoria. In Francia gli incidenti si contano a decine e nessuno sa cosa fare delle micidiali scorie nucleari. Passare all’energia nucleare significherebbe ritrovarsi domani con i problemi che oggi pone lo stoccaggio dei rifiuti, moltiplicati per mille in quantità e pericolosità. Anche perché i cittadini non avrebbero alcuna voce in capitolo sulla collocazione delle centrali. Le deciderà il governo e dovranno accettare quel che ordina il padrone.
Non è vero che, in compenso, le bollette verranno abbassate. Al contrario: dal momento che sarà necessario un massiccio finanziamento pubblico a supporto dei privati, le bollette finiranno per diventare più care.
Anche la promessa di rendere l’Italia energeticamente autosufficiente grazie alle centrali nucleari è una balla. Le centrali previste coprirebbero solo l’8% del fabbisogno, dunque continueremmo a essere dipendenti dalle forniture di altri Paesi. In più, le centrali per funzionare hanno bisogno dell’uranio che in Italia non c’è. Dunque dovremmo importare anche quello: altro che autosufficienza.
Il progetto di privatizzazione dell’acqua, infine, è osceno e inaccettabile, tanto sul piano etico e dei valori quanto su quello della vita quotidiana degli italiani. L’acqua è il primo bene comune. La sola idea di trasformarla in fonte di profitto per i privati è scandalosa, o dovrebbe esserlo. Basti pensare che con la privatizzazione intere zone del Paese potrebbero restare a corto d’acqua se rifornirle dovesse apparire diseconomico alle aziende o che un ritardo nel pagamento della bolletta potrebbe lasciare alcune famiglie senz’acqua per giorni e settimane.
Anche in questo caso la promessa di vantaggi per i cittadini è una bugia. Le tariffe, come prova il caso della Toscana dove la privatizzazione dell’acqua già c’è, sarebbero più alte e non più basse. Quelle della Toscana sono le più alte d’Italia.
In un’Italia dove i cittadini contano e decidono sempre meno, e sempre più vengono espropriati della sostanza della democrazia, poter tornare a decidere su questioni di vitale importanza per tutti è un raggio di luce nell’oscurità che ci circonda.
[News: 28 dicembre 10]
Pubblicato il verbale dell' ultimo direttivo regionale (9 novembre).
Una volta si diceva ‘fare lo scemo per non andare alla guerra’. Tra un po’ si dirà ‘fare il Berlusconi per non andare in galera’. C’è dell’incredibile nella linea difensiva del Pdl. Dire che la competenza sull'inchiesta Ruby è del tribunale dei ministri, perché Berlusconi era sinceramente convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak, come lei stessa gli aveva raccontato, significa, né più né meno, far cadere Berlusconi stesso dalla padella nella brace. Un presidente del Consiglio che mette in gioco il suo prestigio, la sua onorabilità, oltre che la reputazione dell’intero paese, forzando le decisioni della questura in quanto abbindolato dalla storiella sconclusionata di una procace ragazzina, che non avrebbe incantato neanche un bambino di cinque anni, non significa altro che affermare che Berlusconi è un povero mentecatto, incapace di discernere tra il vero e le balle più colossali. Talmente sprovveduto e superficiale da non far fare neanche una telefonata all’ambasciata egiziana all’ultimo dei suoi assistenti. Insomma, un comportamento veramente ebete, al punto da apparire altrettanto grave, per quanto riguarda l’adeguatezza a ricoprire incarichi di governo, di quanto ipotizzato dalla procura di Milano. Insomma, peggio la pezza del buco. Per quale motivo la competenza non sarebbe dei pm di Milano, ma del tribunale dei ministri? Quello che Berlusconi deve spiegare ai magistrati non ha nulla a che vedere con le sue funzioni di presidente del Consiglio, se non per l’offesa gravissima che arreca all’onorabilità delle istituzioni. Le accuse dei magistrati come quelle di dare del denaro a una minorenne per ottenere il suo silenzio, manipolare le indagini dopo avere scoperto che la stessa Ruby aveva parlato con i magistrati, facendo costruire una memoria difensiva ai suoi fidi deputati-avvocati dopo la divulgazione delle carte giudiziarie attraverso la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, sono reati che Berlusconi ha commesso proprio dimenticandosi totalmente della sua responsabilità pubblica. Non che ci sia una maniera attraverso la quale Berlusconi possa uscire da questa storia a testa alta, ma, se avesse anche solo un minimo di senso della responsabilità, smetterebbe quanto meno di accanirsi contro la democrazia del sistema e se ne tornerebbe a casa alla svelta, lasciando al Paese la possibilità di recuperare la propria dignità morale ed un serio percorso politico.
Ieri il capogruppo Pdl alla Camera, Cicchitto ha lasciato intendere che fosse allo studio del governo una legge per l’abbassamento della maggiore età. «E’ una delle tante questioni sul tavolo», anche se «non è la più urgente» -ha detto - facendo crescere rapidamente i miei dubbi, poiché, come si dice, Excusatio non petita accusatio manifesta (come dire “La prima gallina che canta ha fatto l’uovo”).
Di fronte ad una tale dichiarazione ho immediatamente reagito con il seguente comunicato stampa ripreso dall’ Ansa:
RUBY: BORGHESI A CICCHITTO, NO, IL LODO-RUBY NON SI PUO'
(ANSA) - ROMA, 22 GEN - "No, per favore, anche il Lodo Ruby no. Cicchitto. Abbassare l'eta' della maggiore eta' nel pieno dello scandalo che ha travolto il premier sarebbe una vera porcata. Ci risparmino quest'ennesima legge ad personam, ultima offesa alla Repubblica". Lo afferma il presidente vicario del gruppo Idv alla Camera Antonio Borghesi.
(ANSA).
C’è da aggiungere che in una intervista al Mattino, un messaggio simile a quello di Cicchitto l’aveva lanciato qualche giorno fa anche Gaetano Pecorella, uno dei tanti avvocati che Berlusconi si è portato in Parlamento. Sosteneva Pecorella che:“ Per un rapporto a pagamento non con una quattordicenne, ma con una a cui mancavano sei mesi per la maggiore età mi sembra un’esagerazione questo carico di accuse nei confronti del premier”. E poi aggiungeva “ .Io poi, ma è un’opinione personale, sono dell’idea che oggi l’età per diventare maggiorenni sia troppo alta rispetto alla maturità raggiunta dai giovani”.
Per finire va ricordato che il Senato ha all’esame la ratifica della “Convenzione di Lanzarote” . La Camera dei Deputati in sede di approvazione aveva raddoppiato la condanna per la prostituzione minorile, che è uno dei reati, insieme alla concussione, per il quale la procura di Milano ha indagato il premier Silvio Berlusconi, portando la reclusione da uno a sei anni (attualmente è da sei mesi a tre anni). Inoltre ha previsto la reclusione da 6 a 12 anni per chi recluta o induce alla prostituzione un minorenne o per chi favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di un minorenne o ne trae profitto.
Per la cronaca, nella prima approvazione da parte del Senato, quando già la vicenda Ruby era diventata nota, ci avevano già provato, almeno per quanto riguarda il foro competente. Infatti con un emendamento del senatore Centaro (Pdl) venne modificata la sua individuazione, che per il caso Ruby sarebbe diventato quello di Monza e non quello di Milano. La Camera ha poi cancellato questa previsione.
Vorrei ricordare, per chi non lo sapesse, che la legge penale è retroattiva, se più favorevole all’imputato.
Lascio a voi ogni commento.
DOBBIAMO ESSERE PRONTI AD UNA GRANDE MOBILITAZIONE POPOLARE SE DOVESSERO PROVARCI
Può darsi che la vicenda “Ruby” sia derubricabile ad una questione di un rapporto privato tra il Presidente del Consiglio Berlusconi ed una delle tante sue “escort”, di cui egli è stato come noto “utilizzatore finale”, ma ancora una volta la vicenda dimostra una inaccettabile “visione padronale” della politica che Berlusconi incarna. Ma in quale Paese, degno di tale nome, è mai possibile che il Presidente del Consiglio, sia pure per interposta persona, interferisca nell’attività investigativa degli organi di polizia giudiziaria, ordinando che una persona fermata (Ruby per l’appunto), per giunta minorenne, sia immediatamente rilasciata, inquanto sarebbe niente meno che la nipote del Presidente egiziano Mubarak? E quale è stato nella vicenda il ruolo di Nicole Minetti (igienista del premier), candidata eletta nel Consiglio regionale della Lombardia, immaginiamo per meriti “sportivi”? Una vicenda tutta da chiarire.
Fare il puttaniere, pardon l’utilizzatore finale, potrà anche di per sé non essere incompatibile con il ruolo di Presidente del Consiglio, ma interferire nell’attività giudiziaria è motivo sufficiente perché Berlusconi venga in aula a spiegare il suo comportamento. Eviti soprattutto di dire che “lui non ne sapeva nulla”. E quanto al fatto che Ruby non avrebbe avuto rapporti sessuali con il Presidente, ma semplicemente partecipato al “bunga bunga”, che sarebbe l'abitudine del padrone di casa d'invitare alcune ospiti, le più disponibili, a un dopo-cena erotico, non mi pare che cambi di molto le cose. Ruby ha detto: "Silvio (lo chiamo Silvio e non Papi come gli piacerebbe essere chiamato) mi disse che quella formula - "bunga bunga" - l'aveva copiata da Gheddafi: è un rito del suo harem africano".
Ogni commento è superfluo.
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